Critica e recensioni



 Il mondo poetico e sognante di Paolo De Santi

Sembra di vivere in Alice nel paese delle meraviglie, in Pinocchio nel paese della cuccagna o Pollicino in quello di Lilliput; le case che si accavallano sulle cose e viceversa, un mondo di fantasia, di solidarietà e d’amore per il prossimo. Questo è il paese in cui vive Paolo De Santi, il pittore dei sogni mentre dipinge le sue novelle e si trasforma in un benevolo folletto-robot.         Tra i poli della realtà quotidiana e della dilatazione immaginativa egli si muove con un senso di civile comprensione e fervore inventivo, definendo un mondo poetico e un linguaggio originale.
Nelle opere di questo artista (La bottega dei sogni, La nave dei sogni, la porta dei sogni, il dolce sonno e tutte le altre), lui mobilita una flora e una fauna bizzarre,  di paesaggi e personaggi fantasiosi.
Nella sua scheda biografica potrebbero esistere i nomi di Kafka, Brueghel, Bosch, Norberto e Chagall, ma se ha un attinto a costoro lo ha fatto con molta discrezione, in modo che non ci se ne accorge. I suoi racconti sono nuovi anche grazie ad una pittura sottile, fluida, trasparente e grazie al sentimento di favola buona che esclude perfidie e crudeltà come in quasi tutte le favole.
Era molto tempo che non incontravo un pittore così fantastico così originale e artistico: nella sua arte si dispiega tutta una scenografia fantasiosa, un palcoscenico stupefacente e inatteso, fatto di case arroccate, di nubi, di vegetazione, di movimento che possono fornire un idea approssimativa di quanto Paolo De Santi sa cavare dalla valigia delle sue memorie e dei suoi sogni. Le caratteristiche delle case, dei villaggi arroccati sul cucuzzolo della collina, paesi fermi nel tempo che ricordano certe illustrazioni di incunaboli del cinquecento; una pittura che ha il sapore di esistenza appagata e soddisfatta.         
Paolo De Santi è un pittore istintivo, per lui il dipingere è frutto di un processo psichico inconscio e la sua poetica di pittore non è altro che la ricerca di un accordo tra l’uomo, le orme dell’uomo fattosi storia e il mondo della natura.   Questa è arte come manifestazione dell’essere integrato nella natura, conscio di farne parte come ne fa parte una pietra o un albero. Paolo De Santi è un pittore con energie nuove, di quelle di cui abbiamo bisogno per svecchiare la nostra cultura accademica e per ricondurla sul sentiero della semplicità e della comprensione.
Eraldo Di Vita


Provate ad entrare nello studio di Paolo De Santi, certamente vivrete un esperienza insolita. Accanto ai pennelli, ai tubetti di colore, troverete giocattoli e ortaggi, si! Avete letto bene, poiché per le sue opere egli trae ispirazione dalla natura, vista come generosa dispensatrice di doni, e dai giocattoli.. ma proprio quelli dei più piccoli, che gli ispirano speranza e serenità altra tematica fondamentale della sua arte è il mare, sempre presente nelle sue opere, quasi un ricordo degli oceani primordiali in cui la vita ha avuto inizio in un mare sempre amico che abbraccia la costa in un amplesso gentile, a cui fanno corona oggetti e più raramente collocati in una luce chiara e limpida. Certo nei suoi venticinque anni di attività, la sua pittura del sud Italia, ha subito una notevole evoluzione, dai quadri in cui non mancavano mai le ciminiere da cui salivano fumi che permeavano di grigio atmosfere, gradualmente l’artista è prevenuto ad uno stile in cui l’uomo, sempre presente con i suoi manufatti, ha saputo armonizzarsi di nuovo con la natura, passando attraverso il mondo dei neonati che rappresentano la vera speranza dell’umanità.
Stefy Vinretoin

Il suo impasto cromatico è pieno di vita, esplodono i più segreti colori della natura. In un atmosfera di un forte lirismo, Paolo De Santi esprime un’arte fresca ed enigmatica in un auspicio di un mondo migliore. Non pittura passiva ne ossessiva, ma semmai sognante.
F.Spaldini

E’ un pittore di immaginazione che con il tempo è giunto ad una fusione rarefatta e simbolica della realtà, tutta giocata su forti tinte e incisivi contorni, nutrito di un fascino di segno interamente sorretto da una grande consapevolezza formale. Un artista, Paolo De Santi seguito con interesse crescente dalla critica più attenta.
N.Mattiniello



L’oblio degli equilibri

Sogno e fiaba nell’opera di Paolo De Santi

Paolo De Santi con la sua pittura immaginaria, crea mondi fantastici popolati da ironici, sorridenti e misteriosi personaggi sospesi tra i meravigliosi lacciuoli della fiaba, a metà tra il soldatino di piombo di Andersen e i lillipuziani di Swift. Sono folletti lontani dalle raffigurazioni “realistiche” di Richard Dadd e di tutta la fairy painting di età vittoriana e si avvicinano piuttosto ad una visione personalissima di un popolo di ottimisti e gioiosi “piccoli giocattoli”.

Se in opere pittoriche quali Claude jouant di Renoir o ne L’ Enfant à la poupée di Henri Rousseau o ancora nel ritratto della piccola Marie-Anne di Liotard, il giocattolo è mero oggetto accessorio al protagonista raffigurato, esso diviene tematica assai cara, ed autonoma, negli artisti che hanno trovato nella metafisica, nella surrealtà, e nell’ onirico più in generale, un terreno d’indagine consono alla propria espressione pittorica: l’Isola dei giocattoli di Alberto Savinio propone un mondo ignoto, lontano ed incantato, nel quale tutto ciò che si può magicamente legare al ludico attende l’umano al di là dell’oceano; ma anche l’infantile sonaglio presentato da René Magritte in numerosi dipinti, quali La Voix des airs,   L'heureux donateur, La memoire è emblema di un desiderio, mai sopito, di fanciullezza e semplicità evocato da un vivace tintinnio.

Il mondo di Paolo De Santi è gremito anche da animali aerei e volanti: vezzose farfalle, curiose civette e bianchi gabbiani sospesi a fili (in)visibili nel cielo come vibranti campanelli al vento, circondati da fate alate e bizzarre impegnate in voli gioiosi e da variopinte mongolfiere che si stagliano su un fondo lapislazzuli. Infatti, è il cielo, con la sua vastità, con le sue magnifiche e fantasiose digradazioni ed infinite ampiezze, protagonista di ogni dipinto, mentre bianche barchette di carta solcano onde appena increspate, traghettando matite colorate, biglie luccicanti e spiritosi cavalli a dondolo.

L’ambientazione proposta da Paolo De Santi è un villaggio festoso fatto di ponti e archi che si rispecchiano nelle acque terse di laghi irreali; isole che sono oasi e rifugi felici; trampolini a mezz’aria che si librano, inspiegabilmente, privi di origine e si affacciano affastellati d’inesplorati borghi e allegri personaggi; scale infinite che s’inerpicano verso le nuvole e castelli turriti costruiti su cime fluttuanti che citano l’antigravità di Le Chateau des Pyrénées di Magritte. La festa anima questi luoghi, nei quali riecheggiano le atmosfere spensierate dipinte da Pieter Bruegel il Vecchio nei Giochi di fanciulli: un tripudio di figure impegnate in una continua esultanza, in un’ eterna novella nella quale, spesso, regna un sottile, inspiegabile enigma, ma dove tutto è possibile. L’artista gioca, divertito, con il visibile e l’invisibile, col reale e il sognato e non frappone alcun limite, nessun ostacolo, egli mostra le innumerevoli meraviglie figlie della fantasia, dell’illusione, dell’immaginazione, rammentandoci che la nostra infanzia non deve divenire estranea e cadere nell’oblio, perché significherebbe smarrire, per sempre, un prezioso tesoro.

I personaggi creati da Paolo De Santi recano sorrisi, braccia aperte per accogliere e, spesso, un orologio, come un voler suggerire che, il tempo inesorabilmente trascorre, ma il cuore dell’uomo può restare quello di un bambino, che deve guardare il mondo come tale e trovare tutto e l’immenso in ogni piccola cosa, perché il paradiso, in realtà, non è perduto.

Antonella Nigro

The Forgotten Equilibrium
Dream and Fable in Paolo De Santi's art



Paolo De Santi's imaginary painting portrays imaginary worlds  focusing the observer's attention on the ironic, smiling and mysterious characters standing halfway between the Tin Soldier by Andersen and the Lilliputian by Swift but far from the realistic representations by Richard Dadd and the Victorian ones. On the contrary, the artist provides an extremely personal vision of  an optimist and cheerful world of small toys that although may represent only mere objecfs in Renoir's Claude Jouant, Henri's Rousseau L'Enfant à la poupée and Liotard's Portrait of Marianne, the Surrealists and the Metaphysical paintings have contributed to reinforce the power of the unconscious and the independent language of objects. Alberto Savinio's The Island of Toys portrays an unknown, enchanting and fantasy world meeting reality beyond the ocean, René Magritte's The Voice of the Winds, The Happy Donor and Memory where a rattle evokes a helpless sense of childhood and simplicity itself. Paolo De Santi increasingly employs many unusual flying animals such as lovely butterflies, bizarre owls and white gulls that seem suspended on an (in)visible thread in the sky, bells floating in the air surrounded by cheerful flying fairies and colourful hot air balloons on lapis lazuli background.The result is that the sky, in all its magnificent vastness, becomes itself the central force of the paintings together with paper boats sailing on water with waves and ripples and carrying coloured pencils, glimmering marbles and rocking horses. A trip, thus, to the joyful world of fantasy where bridges and arches are reflected in the clean water of magic lakes, islands become oasis and charming shelters, objects such as trampolines of some unknown origin seem to float in mid-air, idyllic places with happy inhabitants, endless sets of stairs rising into the sky and towered castles reflecting the concept of antigravity of Rene Magritte's masterpiece The Castle of the Pyrenees. The joyful atmosphere clearly dominates Peter Bruegel The Old's paintings, Children's Games like an eternal short story focusing on some mysterious of reality where everything is possible. The artist, therefore,  enjoys playing with illusion and contrast between the visible and the invisible, the unreal and the real. There are no clear limits and obstacles to the extent of illusion, fantasy and imagination. Childhood is a precious gift that should not be forgotten. Paolo De Santi depicts smiling characters with open arms and a clock as a symbol of swiftly passing time reflecting on how childhood experiences influence adult life finding the sense of vastness in the small things because heaven is not lost.



( traduzione di Giovanna Della Porta )

 
 

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